DISTRICT VISION LAB
una nuova visione di e per i distretti industriali italiani

Nato come evoluzione dell’Osservatorio Moda Sportsystem (le cui attività hanno abbracciato un arco temporale di sei anni, dal 2000 al 2006), il District Vision Lab si propone come un servizio di ricerca e analisi delle tendenze e del consumatore tagliato sulle tipiche esigenze dei distretti industriali italiani. Lanciato all’inizio del 2007, esso è coordinato dalla Fondazione Museo della Calzatura Sportiva ed ha sede in Villa Zuccareda Binetti a Montebelluna. Il progetto, che per ora rientra nella legge regionale a sostegno dei distretti produttivi, è patrocinato e finanziato da Regione Veneto e Provincia di Treviso. Ma il DVL ha già intrecciato una rete di rapporti con diverse altre province e distretti con il proposito di creare un servizio su scala nazionale che si articoli in una ricerca di scenario precompetitiva e comune (megatrends, costellazione generazionale, costellazione dei bisogni e delle risposte, industry e consumer trends, inspirations) e in focalizzazioni specifiche per categorie merceologiche gestite localmente dai vari distretti coinvolti. I punti di forza del District Vision Lab:

1) Il District Vision Lab è tagliato appositamente sulle esigenze tipiche dei distretti industriali.
L'obbiettivo è quello di fornire alle aziende gli strumenti critici e conoscitivi per costruire un proprio percorso di analisi dei trend e del consumatore, garantendo un periodico aggiornamento delle informazioni necessarie all’aggiornamento di questa mappa che incrocia input funzionali tanto all’area marketing quanto all’area design.

2) Il District Vision Lab prevede la condivisione con le aziende del percorso di ricerca
In tal modo ogni realtà può inserirsi in qualsiasi punto dell’itinerario per sviluppare delle proprie personali digressioni.

3) Il District Vision Lab – così come un tipico distretto industriale – si basa sul concetto di rete
Nel progetto a regime una sede centrale si occuperà della ricerca di scenario precompetitiva e a tutti comune (megatrends, costellazione generazionale, costellazione dei bisogni e delle risposte, industry e consumer trends, inspirations), mentre varie sedi locali facenti capo ad ogni distretto elaboreranno, partendo da questo materiale, dei contenuti operativi più precisi in relazione a merceologie specifiche.

4) Il District Vision Lab affianca all’analisi di industry e consumer trends anche un monitoraggio dei megatrends
Certo sono meno suscettibili di influenzare le tendenze di breve e medio periodo, ma sono comunque fondamentali per la generazione della costellazione dei bisogni e delle risposte, anch’essa uno strumento che può essere personalizzato e implementato dalle singole aziende.

5) Il District Vision Lab studia il consumatore attraverso un approccio generazionale
Sui vantaggi e le potenzialità di questo approccio si veda la sezione metodologica.

6) Il District Vision Lab abbraccia obiettività e razionalità per stimolare negli altri la creatività
La previsione delle tendenze viene spesso approcciata come un’attività creativa, poiché consiste nel mettere insieme segnali apparentemente contrastanti al fine di estrapolare i cambiamenti nel mood culturale. Noi siamo convinti che l’atto creativo vada lasciato alle aziende e ai loro progettisti e che il monitoraggio debba essere, per quanto possibile, obiettivo e razionale. Noi fotografiamo il momento presente, lo leggiamo in relazione alla sua collocazione storica e tentiamo di individuare in esso le chiavi che possono spalancare la visione di scenari futuri. Tuttavia lasciamo che siano le aziende a creare, manipolare e inventare questi scenari in relazione al proprio marchio, filosofia, heritage, prodotto, consumatore.

7) Il District Vision Lab crea una stretta connessione fra marketing e design
Partiamo dalla politica per arrivare alla grafica dei tessuti, studiamo i processi demografici ma non tralasciamo di parlare di abbinamenti cromatici: il nostro approccio a 360 gradi mira a far sì che i creativi acquisiscano dimestichezza anche con dati quantitativi e dissertazioni apparentemente distanti dal prodotto e che imprenditori ed esperti di marketing guardino anche alle manifestazioni più estetiche e artistiche del business.